Descrizione

Sono giampiero de santis, nato a catanzaro il 18.10.1975 e residente nella fraz. Sant’elia di pentone
della provincia di catanzaro. Dopo gli studi presso il perito aziendale corrispondente in lingue
estere proseguo con gli stessi iscrivendomi presso l’universita’ magna graecia di catanzaro e
conseguendo nel 2000 la laurea in scienze dell’amministrazione discutendo una tesi nella disciplina
storia dell’industri con riferimento all’archeologia industriale e alle ferriere di mongiana operanti
nel territorio di mongiana (vibo valentia) nel periodo pre-borbonico e fino all’unita’ d’italia.
Conseguo la laurea ottenendo la votazione di 103/110 e ottenego la pubblicazione di un estratto
tesi di laurea dal titolo “alcune riflessioni a margine delle vicende delle reali ferriere di mongiana”
sul periodico della camera di commercio di catanzaro “obiettivo calabria” (aut. Dco/dc cz/184 ) –
anno xxxxii n. 5 settembre/ottobre 2004.
Negli anni successivi conseguo il master in e.S.S.O (economia dello sviluppo sostenibile) discutendo
una tesina sulla “responsabilita’ sociale d’impresa, marketing sociale e cause related marketing” e
ottengo la pubblicazione di un estratto sul periodico della camera di commercio di catanzaro
“obiettivo calabria” (aut. Dco/dc cz/184) – anno xlv – n. 1 gennaio-febbraio 2007;
dal 2002 ad oggi (anche se nell’ultimo tempo siamo un po’ in stand-by) sono presidente di un
associazione culturale/ambientale.
Dal 2001 ad oggi sono un amministrativo impiegato presso un amministrazione pubblica.
Tra le tante mie passioni c’e’ la grafica e il design e l’amore per l’arte di cui sono un micro
“collezionista” di alcune opere di mimmo rotella e cesare berlingeri (artisti calabresi ma conosciuti
nel mondo). La passione per la grafica mi ha dato la possibilita’ di collaborare con piccole realta’ ai
fini della realizzazione di grafiche per la stampa su vario f.To (manifesti-gigantografie 6×3-biglietti
da visita-liocandine eccetera).
Arriviamo ai giorni nostri e nel 2018 nasce l’idea/progetto, da autodidatta, dei burattini pazzi (oggi
che scrivo circa 70 pezzi) assemblando vecchie scatole di latta, scatole particolari e ogni oggetto
recuperato nei garage o cantine e oggetti lasciati per anni “abbandonati” in vetrine o mobili delle
case o non utilizzati.

Un insieme di idee, condividere il tempo libero con le proprie figlie, costruire e inventarsi insieme a
loro qualcosa, allontanare le stesse bimbe dalla solita tv o dalle canzoncine e video degli
smartphone, imparare insieme a loro che il riciclo può dare vita a nuove creazioni e tante altre
motivazioni fa nascere l’idea del “progetto” mad_puppet…I burattini pazzi. L’idea nasce a casa in un
piccolo spazio utile giusto per togliere fuori la cassetta degli attrezzi e assemblare con viti, bulloni,
dadi, rondelle e ogni pezzo che, riutilizzandolo, può essere adattato a vecchie scatole di latta,
lattine di ogni genere, simpatiche scatole e altri materiali recuperati. Gli ultimi mesi, con il
crescendo della passione, ha fatto si che si realizzassero (anche con l’aiuto di ricerche di amici e
conoscenti) oltre 60 pezzi unici oggi firmati, datati e numerati. Il mad_puppett o burattino pazzo,
nasce senza una vera conformazione, nasce senza regola alcuna. Il tutto ha fatto riflettere sul
fatto che in ogni cosa può esserci vita e, anche se quella vita sembra stia per finire, si vuole provare
a dargli un’altra possibilità di esistenza, sia pure differente. Questo, poiché il riciclaggio nel
medesimo formato non sempre riesce! Una nuova destinazione d’uso è invece nuova vita! Loro, i
mad_puppet, originano, come già accennato, da vari materiali: scatole di latta(alcune molto datate
altre più recenti), plastica, carta o alluminio, frammenti di ferro e acciaio, plastica, tappi, diverse
tipologie di viti, di bulloni, di dadi, rondelle e altri materiali molti dei quali già utilizzati (riuso) in
altri lavori o trovati, senza vita, nelle cassette degli attrezzi o nei cassetti della casa. Individuato e
trovato il corpo principale, prima che finisca nel bidone di destinazione, nella cassetta degli attrezzi
ed in ogni luogo che può scrutare, si trovano poi i materiali in questo loro fantastico mondo quasi
addormentato, inanimato, e si sviluppa la consapevolezza di poterli far rivivere.