Descrizione
Sono una designer, per alcuni anni ho lavorato come costumista teatrale trovando sempre stimolante l’uso di materiali alternativi per le mie creazioni. Ad un certo punto però ho cominciato a pormi il problema degli scarti di lavorazione e, allargando un po’ lo sguardo, dei materiali “rifiutati” in generale. Ho iniziato con il recupero degli scampoli che avevo accumulato creando accessori in tessuto e cercando, nel mio piccolo, di limitare l’impatto sull’ambiente.
L’attenzione poi si è spostata sulla quantità impressionante di “scarti” che quotidianamente si producono e ho deciso di lavorare anche con quelli. E’ iniziata così l’avventura di RiFattoaMano, progetto personale di riduzione, trasformazione e resistenza che negli anni è diventato esigenza creativa e stile di vita.
Lattine, plastiche varie, componenti elettronici, camere d’aria, vecchi supporti come i compact disc…
Il principio è recuperare tutto ciò che posso e trasformarlo in qualcosa che sia nuovamente utile e il più possibile duraturo; spezzare il meccanismo dell’usa e getta che mi impone una visione limitata delle cose e che è tanto funzionale a un sistema economico basato sul consumo quanto dannoso per noi e per l’ambiente. Punto, con il mio lavoro, a (di)mostrare come il concetto di scarto rappresenti solo un punto di vista e come la trasformazione di questo punto di vista possa essere una forma creativa di (r)esistenza.
Lavoro soprattutto con cose rifiutate e carta recuperata ma il mio “parco materiali” ultimamente si è arricchito di alcuni elementi naturali come semi e fibra di fico d’india o pezzi già in parte lavorati dal mare come legni e vetri; non dannosi per l’ambiente e molto interessanti per creare gioielli e pezzi d’arredamento unici e il più possibile sostenibili.